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Le ultime novità per imprese e lavoratori: legge di conversione del decreto lavoro

In data 3 luglio 2023 è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la Legge n. 85 del 3 luglio 2023 (di seguito, anche la “Legge”) che convertendo il Decreto Legge n. 48 del 4 maggio 2023 (c.d. “Decreto Lavoro”) ha introdotto diverse novità in termini di misure a sostegno del reddito dei lavoratori e di revisione di alcuni istituti di particolare interesse per le aziende. 

Tra le principali novità, segnaliamo:

Contratto a termine e causali

La legge in esame modifica ulteriormente, seppur in modo circoscritto, la disciplina del contratto di lavoro a tempo determinato già emendata dal Decreto Lavoro, il quale, in sostanza, aveva ridefinito le causali introdotte dal c.d. “Decreto Dignità” e in presenza delle quali può essere stipulato un contratto di lavoro a tempo determinato di durata superiore a 12 (e comunque non eccedente i 24) mesi. La legge, di fatto, garantendo una flessibilità ancora maggiore ai datori di lavoro, con il nuovo articolo 24, comma 1, lettera b-bis) stabilisce che, entro i 12 mesi di durata del contratto a termine, oltre alle proroghe, anche i rinnovi possano ora avvenire senza causali. Ancora più significativa è la modifica dei criteri di computo della durata massima dei 12 mesi nei quali vige la libertà descritta: il nuovo testo dell’articolo 24 sancisce infatti che ai fini del computo del termine di 12 mesi dovrà tenersi conto dei soli contratti stipulati a far data dal 5 maggio 2023, senza aver riguardo all’intero rapporto di lavoro.

Contratto di somministrazione

Il provvedimento in esame interviene anche sulla disciplina del contratto di somministrazione e, più nel dettaglio, sul criterio di calcolo del limite percentuale dei contratti stipulabili appartenenti a questa tipologia. Si prevede che il personale in apprendistato e i lavoratori in mobilità, disoccupati o svantaggiati, venga escluso dal conteggio da effettuarsi a norma dell’art. 31 del d.lgs. n. 81/2015 (il quale sancisce che, salva diversa previsione dei contratti collettivi applicati dall'utilizzatore, il numero dei lavoratori con contratto di somministrazione di lavoro a tempo indeterminato non possa eccedere il 20 per cento dei lavoratori a tempo indeterminato in forza presso l'utilizzatore al 1° gennaio dell'anno di stipula del contratto di somministrazione).

Lavoro agile

Importanti quanto attese novità vengono introdotte anche in materia di lavoro da remoto. In prossimità della scadenza, prevista per il 30 giugno 2023, del diritto dei soggetti fragili e dei lavoratori con figli under 14 del settore privato a svolgere la prestazione di lavoro in modalità agile, il legislatore ha sancito la proroga di tale diritto fino al 31 dicembre 2023. Inoltre, per i soli dipendenti pubblici affetti dalle patologie e condizioni individuate dal decreto del Ministro della salute 4 febbraio 2022 (lavoratori con patologie croniche, ictus, cardiopatie, dialisi, ecc.) lo smart working è prorogato fino al 30 settembre 2023.

Soglia fringe benefits

Risulta confermata, al momento solo per l’anno 2023, la soglia di 3.000 euro di non imponibilità per i fringe benefit dei lavoratori dipendenti che abbiano figli a carico e quello di 258,23 per tutti gli altri casi.

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