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La "nuova" class action in Italia

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23 aprile 2019

In data 18 aprile 2019 è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la nuova Legge in materia di azione di classe (Legge n. 31/2019, la Legge) che, inter alia:

  • estende la categoria dei soggetti che possono promuovere la richiesta di risarcimento: con l’inserimento nel codice di procedura civile, la class action diventa uno strumento a disposizione di tutti, consumatori e non;
  • prevede la possibilità di aderire all’azione di classe non solo dopo la decisione sull’ammissibilità dell’azione, ma anche dopo la sentenza di merito che ha accertato la responsabilità;
  • disciplina la fase di liquidazione, nella quale intervengono il rappresentante comune degli aderenti e il giudice delegato.

La nuova class action entrerà in vigore nell’aprile 2020, a un anno dalla sua pubblicazione.

Background

La class action è stata introdotta in Italia per la prima volta dalla Legge Finanziaria del 2008, che ha inserito nel Codice del Consumo l’articolo 140-bis. Tale norma è stata successivamente modificata nel 2009 e nel 2012.

Fino ad oggi, questo strumento processuale ha avuto efficacia limitata, laddove numerose iniziative sono state dichiarate inammissibili o, comunque, sono state rigettate. La nuova Legge, nelle intenzioni del legislatore, dovrebbe consentire un utilizzo più esteso della class action, rendendola uno strumento di più ampia applicazione e portata.

Le novità

La nuova Legge ha trasfuso la disciplina dell’azione di classe, prima contenuta nel Codice del Consumo, all’interno del codice di procedura civile. Il nuovo titolo VIII-bis "Dei procedimento collettivi", composto da 15 nuovi articoli (Articoli 840-bis e ss.), è inserito all’interno del libro IV, dedicato ai procedimenti speciali.

Di seguito, alcune tra le principali novità introdotte dalla nuova Legge:

  • ambito soggettivo: l’azione può essere esperita da organizzazioni e associazioni iscritte in un apposito elenco, nonché da ciascun individuo componente della classe, anche non consumatore, che ritenga di aver subito una lesione di "diritti individuali omogenei";
  • ambito oggettivo: la nuova Legge non limita più l'ambito d’applicazione della class action ad alcune fattispecie predeterminate; l'azione è ora esperibile in relazione a qualunque condotta lesiva per l’accertamento della responsabilità, contrattuale ed extracontrattuale, e per la condanna al risarcimento del danno e alle restituzioni;
  • soggetti passivi: enti gestori di servizi pubblici o di pubblica utilità e imprese commerciali, relativamente a comportamenti posti in essere nell’esercizio delle loro attività;
  • giudice competente: il giudice competente non è più il tribunale ordinario, ma la sezione specializzata in materia di impresa (c.d. tribunale delle imprese) del luogo ove ha sede l’impresa o l’ente resistente;
  • profili processuali: il procedimento, cui si applica il rito sommario di cognizione, si propone con ricorso e si articola in tre fasi: (i) decisione sull’ammissibilità dell’azione; (ii) decisione sul merito; (iii) liquidazione (eventuale) delle somme dovute agli aderenti all’azione. In quest’ultima fase, intervengono il rappresentante degli aderenti – che redige il progetto dei diritti individuali omogenei prendendo posizione su ogni adesione – e il giudice delegato, che decide sull’accoglimento delle domande e condanna al pagamento;
  • portale telematico: la pubblicazione dei provvedimenti e delle comunicazioni, nonché l’adesione all’azione di classe avvengono tramite il portale telematico gestito dal Ministero della giustizia;
  • adesione all’azione (c.d. opt-in): è ora prevista la possibilità di aderire all’azione di classe, tramite la procedura informatica già accennata, in due distinti momenti: non solo dopo la decisione sull’ammissibilità dell’azione, ma anche dopo la decisione sul merito che ha accertato la responsabilità;
  • compensi: sono previsti compensi premiali per il rappresentante comune degli aderenti e per gli avvocati dei ricorrenti;
  • accordi transattivi in corso di causa: fino alla discussione orale della causa, il giudice può formulare una proposta transattiva o conciliativa, pubblicata sul portale e comunicata alle parti; l’adesione all’accordo è data mediante accesso al fascicolo informatico. Dopo la decisione che accoglie l’azione, un accordo transattivo può intervenire tra l’impresa convenuta e il rappresentante degli aderenti; la pubblicazione della bozza di accordo sul portale ne consente la negoziazione in via telematica.

Entrata in vigore

Come accennato, la Legge entrerà in vigore in data 19 aprile 2020, vale a dire decorsi 12 mesi dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, al fine di consentire l’implementazione degli strumenti telematici previsti dalla nuova Legge.

Peraltro, la nuova disciplina si applicherà alle condotte illecite poste in essere dopo l’entrata in vigore della Legge.